L’amicizia … quella reale e quella virtuale

0811ab40-dd9c-11e8-830c-21b273b0f378_GettyImages-737369543-kn0E-U1120968900499JyC-1024x576@LaStampa.it-HomePage.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=26f82b8In questi giorni di clausura mentre spolveravo la libreria lo sguardo mi cadde su di un libro del noto psichiatra, sociologo, educatore, saggista e opinionista Paolo Crepet che nel 2012 scrisse “L’elogio dell’amicizia”. Fui colpito in particolare dalla seguente frase: “bisogna partire dal coraggio di sfidare ciò che abbiamo dato per scontato e troppo spesso banalizzato e vilipeso: l’amicizia “.

Trattandosi di un argomento di un certo spessore come al solito decido di discuterne con il mio amico Alessandro Bigarelli.

Dopo quasi quaranta minuti di video chiamata in cui abbiamo riflettuto sull’importanza di questo sentimento di fedeltà reciproco tra due o più persone, abbiamo condiviso aspetti comuni.

Con le regole e le normative che ci hanno portato all’isolamento forzato, il distanziamento sociale necessario al contenimento dell’epidemia da covid-19 ha drasticamente interrotto le interazioni sociali e i contatti interpersonali, dinamiche essenziali all’amicizia e alla socializzazione. Avvertiamo in un angolo del cuore l’impellente domanda: e dell’amicizia che ne è stato? La prima più ovvia risposta suona così: più grande e profonda l’amicizia, più forte e vivo il suo sentimento.

indexNasciamo alla vita con l’innata propensione alla socializzazione. Lo stare insieme agli altri è un atteggiamento proprio dell’essere umano che fin da piccolo si mette alla ricerca dell’amico o dell’amica del cuore. L’amicizia, da sempre, sta a fondamento dell’esistenza quotidiana e dell’equilibrio psichico. Cambiano costumi, valori, ideali, l’amicizia resta sempre essenziale alla convivenza sociale che da essa riceve il senso compiuto e più alto di sé. Achille e Patroclo: la presenza protettiva e amorevole dell’uno dà senso all’inflessibile durezza dell’altro e all’insensata guerra. Fedeltà, cieca abnegazione, fiducia incondizionata, amore puro e platonico nelle saghe medioevali dei poemi cavallereschi dove emergono anche il senso dell’onore, la solidarietà coi deboli e l’aiuto ai bisognosi. Di esempi di amicizia assoluta è piena la letteratura, in tutto il mondo. Ogni generazione ha nel cuore una coppia esemplare di amici. Sì ma l’isolamento dovuto alla pandemia da covid-19? la solitudine forzata? il ritrovarsi volenti o nolenti con se stessi e i propri fantasmi ha modificato in un qualche modo l’idea che avevamo dell’amicizia, quella con la a maiuscola, l’amicizia che si esprime nell’accettazione incondizionata, nell’altruismo solidale, nell’ascolto e nell’aiuto?

Internet 2.0, ancor più i social network hanno contribuito da tempo a ridurre a vuoto simulacro il concetto di amicizia. Tutti sono amici di tutti, e in forza, non in virtù, di questa presunta e fittizia amicizia, abbattono ogni contegno educativo e affettivo e si buttano ad esprimere giudizi per lo più avventati sugli altri, scoprendo che, in fondo, tanto amici non lo sono. 22yz9i[1]L’amicizia sui social è fatta di mascheramenti continui, all’impronta e all’occasione. Come ogni profonda relazione umana, anche l’amicizia per essere vera e concreta, leale e sincera necessita della presenza, dell’incontro tra le persone. Lo stare seduti dietro a uno schermo ha come effetto primo quello di far sentire il profumo del potere, l’arroganza della superiorità. L’Ego così si allarga a dismisura ma la persona resta piccola piccola quale è.   wpid-Photo-20140425010842Lo scarto tra reale e virtuale, nel periodo di clausura forzata ma necessaria, si è acuito ancor più. La rete è stata sovraccaricata di presenze: tutti alla ricerca di tutti, tutti a socializzare, a scambiarsi pareri, a ridere in gruppo ma sempre e solo sul piano virtuale, e così la condivisione si fa ripetuta imitazione, il piacere di un’immagine o di una musica si fa gradimento, e per tutto questo bastano le simpatiche icone messe a disposizione. All’angolo, nella mortificazione della sconfitta che fingiamo di non vedere, il sostegno emotivo e l’aiuto solidale, fatti di una abbraccio quando basta, di un contributo materiale quando occorre.

6a8c6972eec669156787348f93c837a5Non esiste una ricetta pronta all’uso per instaurare e mantenere una bella amicizia. Ma dopo il trauma della forzata clausura, dopo l’isolamento da affetti, amori e amicizie, è bene ricordare quei comportamenti che aiutano ad entrare in contatto con gli altri e a diventarne buoni amici. Dialoghiamo guardandoci negli occhi, con profondo rispetto. Parliamo all’altro senza interruzioni reciproche. Formuliamo le nostre richieste con gentilezza. Soprattutto non dimentichiamo mai che l’amicizia è voler bene ma anche fare del bene all’altro.

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