SATISFASHION PARIS: dove l’arte del moulage incontra la nuova avanguardia durante la Paris Fashion Week

Il 10 marzo 2026, la nuova Galerie Bourbon ha ospitato l’evento Satisfashion durante la Paris Fashion Week, nel cuore elegante di Avenue Marceau.

Con l’Alwaysupportalent Collective Fashion Show, l’evento ha celebrato la creatività contemporanea, riunendo designer e creativi internazionali con l’obiettivo di creare un dialogo tra design, artigianato e visione artistica.

L’evento è stato organizzato da Mystyle-Events, guidato da Kasia Stefanow, insieme ad Alwaysupportalent, progetto fondato da Flavia Cannata che da anni sostiene designer emergenti e affermati organizzando sfilate in prestigiose location durante le fashion week di Milano, Parigi, Roma e Berlino.

Con questa nuova edizione parigina, la piattaforma riafferma il proprio ruolo di incubatore creativo e spazio di visibilità per talenti internazionali.

La sfilata collettiva ha presentato diversi designer e creativi, tra cui Christine Campbell (Master Milliner) con le sue sculture per il capo, Glow Up, Meaornamenta Jewellery, Valentine Ayachi, Jana Seibel, Camilla Hu Yoga, Nadia Malik, Roberto Mendoza, Alessandra Aiardo e Luca Giannola.

FOT. POSCHMANN

Ognuno ha portato una personale visione del contemporaneo, tra oggetto artistico, gioielleria concettuale, prêt-à-porter e ricerca tessile.

La fotografia ufficiale dell’evento è stata affidata allo sguardo sensibile di diversi fotografi tra cui Axel_Blackmar e Poschmann, autore degli scatti qui presenti, che hanno saputo catturare l’essenza plastica, quasi scultorea, delle creazioni in passerella.

Tra i momenti più iconici della sfilata, riferiti alla tecnica del moulage, emerge “Pagoda”, la decima capsule della linea Sculpture Prêt-à-Porter del designer Luca Giannola.

Questa collezione rappresenta una naturale evoluzione delle capsule precedenti e si fonda su una ricerca tecnica che trova nel moulage il proprio nucleo progettuale.

Il moulage è una tecnica sartoriale di alto livello che consiste nel modellare il tessuto direttamente sul manichino o sul corpo. Non si tratta semplicemente di adattare il tessuto alle linee anatomiche: il calco sul corpo diventa un processo quasi architettonico. Il tessuto viene drappeggiato, piegato e fissato direttamente sulla forma, permettendo al designer di costruire volumi tridimensionali nati dal dialogo immediato tra materia e corpo.

In Pagoda questa tecnica si affina ulteriormente. Il moulage non accompagna soltanto la silhouette: lascia che sia il corpo stesso ad abitare la struttura dell’abito. Le linee diventano così più geometriche, composte e ordinate, in un equilibrio tra rigore e leggerezza.

FOT.POSCHMANN

La tonalità protagonista della capsule è un avorio luminoso, scelto per la sua capacità di valorizzare ogni piega, angolo e superficie dell’abito.

Questa cromia neutra diventa uno strumento visivo che permette di leggere chiaramente l’architettura del capo, rivelando la precisione delle costruzioni ottenute attraverso il moulage.

Il riferimento simbolico è quello della pagoda, l’antico tempio dell’Asia orientale, prima cinese e poi giapponese: una struttura verticale composta da livelli armonici e progressivi. Allo stesso modo gli abiti costruiscono volumi stratificati e calibrati, dove ogni piega diventa parte di un sistema strutturale.

Il risultato è una moda che tende alla scultura: forme che sembrano scolpite nello spazio ma che, una volta indossate, acquisiscono movimento e vita.

A rendere possibile questo equilibrio tra struttura e fluidità è la scelta del tessuto.

Il taffetà leggerissimo, quasi trasparente, viene lavorato con grande precisione per creare superfici tese e volumi controllati senza appesantire la silhouette.

In passerella il tessuto reagisce alla luce e al movimento del corpo, evocando figure che sembrano fluttuare nello spazio. I volumi mantengono una presenza scultorea pur conservando una sorprendente leggerezza visiva.

FOT. POSCHMANN

“Pagoda” non è soltanto un esercizio stilistico, ma anche una riflessione sul tempo contemporaneo.

In un mondo sempre più veloce e saturo di stimoli visivi, la collezione richiama la necessità di calma e silenzio interiore. Anche il processo del moulage diventa una pratica meditativa: lavorare il tessuto direttamente sul corpo richiede lentezza, concentrazione e un profondo ascolto della forma.

Creare diventa così una vera e propria terapia per lo spirito, proprio come la contemplazione all’interno di un tempio.

FOT. POSCHMANN

Attraverso Satisfashion Paris, Mystyle-Events e Alwaysupportalent confermano ancora una volta il potere della moda come piattaforma di dialogo tra discipline diverse: design, architettura, arte tessile e spiritualità.

L’appuntamento alla Galerie Bourbon non è stato soltanto una sfilata, ma un’esperienza immersiva in cui il gesto sartoriale – in particolare la tecnica del moulage – ha riaffermato il suo valore di scultura vivente.

E nella leggerezza quasi eterea della capsule Pagoda, la passerella è diventata, per un momento, un luogo di contemplazione.

Scrivi cosa ne pensi!