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Per cambiare il tuo look… sorridi!

 

Un sorriso non costa niente e può dare tanto,

arricchisce chi lo riceve senza impoverire chi lo fa.

Dura un istante, ma il suo ricordo a volte è eterno.

Nessuno è tanto ricco da poterne fare a meno

e nessuno è troppo povero da non meritarne.

Porta la felicità in casa ed è il simbolo dell’amicizia.

Un sorriso porta il riposo a chi è stanco.

Porta il coraggio a chi è scoraggiato,

Consola nella tristezza,

È un antidoto per tutte le pene.

Non può essere acquistato, prestato o rubato

perché è una cosa che non ha valore

fino al momento in cui si da.

Se incontrate una persona

che si rifiuta di farvi il sorriso che vi meritate,

siate generosi e fateglielo voi,

perché non c’è chi ha più bisogno di un sorriso

di colui che non ne dona agli altri.

Il mio sorriso mi ha fatto aprire delle porte,

che altri pensavano aprire con la rabbia.

(Michel Poulaert)

Ecco come riassume il sorriso il conferenziere Michel Poulaert esperto in ottimismo e management positivo.

Sorridere, quindi, non è mostrare i denti, ma mostrare l’anima. Sicuramente conosciamo un amico che nonostante i problemi e le difficoltà quotidiane, ha sempre il sorriso sulle labbra.

Il sorriso basta semplicemente volerlo, volerlo avere e volerlo regalare.

Bisogna imparare ad accettare la vita e la realtà come sono, senza pregiudizi.

Evitiamo frasi come “se non andasse così”, “se le cose potessero cambiare”, pensiamo piuttosto al privilegio che abbiamo nell’essere vivi, nel poter cambiare le cose, nell’avere il prezioso strumento “vita”.

Il sorriso è un’arma costruttiva di massa che grazie al suo potere e al suo valore ha effetti assolutamente positivi e determinanti in termini di cambiamento. Non costa niente ed è un piccolo gesto di pochi istanti che può far fondere i cuori più duri e dare gioia e sollievo a chi sta passando un bruttissimo momento.

Impariamo a sorridere, in qualsiasi circostanza perché il sorriso è il legame tra l’anima e l’Ego.

Per questo vi invito a:

Sorridere agli sconosciuti: ovvero sorridete alle persone che incrociate in strada e guardate la loro reazione: alcuni arrossiscono, altri sorridono anche loro e altri sono sorpresi. Una cosa è certa: vi sentirete molto bene. Possiamo persino sorridere e porre il nostro animo in termini di accoglienza anche se non riteniamo di poter collaborare, per esempio, quando banalmente un senzatetto ci chiede la monetina… possiamo dire “si” e dare la monetina… oppure, salutare, sorridere e spiacersi di non poterla dare o di non averla… l’importante è… concedere comunque un’attenzione d’animo… un sorriso appunto.

Sorridere in ufficio e sul lavoro in generale: portare un sorriso alle persone che incontrate al lavoro porta un’energia positiva per affrontare la giornata… se affrontiamo la giornata come arieti, fronte corrucciata e sguardo di sfida… non cambieremo le sorti di una ipotetica brutta giornata… la renderemo solamente ancor più pesante e difficoltosa da far trascorrere… una nota sorridente, sicuramente, la alleggerirà e non escludo che possa portare con se… la soluzione!.

Non dimenticate che:

In breve… ecco cosa produce un sorriso:

Uno studio dell’Universita di Berkeley in California ha dimostrato che ci possono essere tipi di versi di sorriso:

  1. Il sorriso compiaciuto: Le labbra socchiuse vengono leggermente tirate da una parte dando così un aspetto asimmetrico. Può essere usato per flirtare, ma può comunicare anche arroganza o soddisfazione.
  2. Il sorriso a bocca chiusa: Le labbra sono chiuse e si incurvano, le guance si sollevano. Gli occhi sembrano sorridere. È un sorriso molto ricorrente e può esprimere sentimenti di cordialità, tristezza e rabbia repressa. E’ il classico sorriso dei politici, cioè di colui che sa qualcosa, ma che non vuole rivelarlo.
  3. Il sorriso di incoraggiamento o ascolto: Lo scopo di questo sorriso è di comunicare serenità e rassicurare. Le labbra sono socchiuse e morbide.
  4. Il sorriso falso o forzato: si potrebbe chiamare l’anti-sorriso ed è il peggiore dei sorrisi. Le labbra si tirano verso l’alto velocemente mostrando i denti. Tipico di quei momenti in cui la circostanza ti obbliga, le labbra sembrano essere felici, ma gli occhi poi tradiscono
  5. Il sorriso asimmetrico: Le labbra si ritirano da un lato in su e dall’altro in giù. Questa specie di smorfia può avere diversi significati: ironico, sarcastico o incoraggiante.
  6. Il sorriso genuino: È il sorriso naturale con la “S” maiuscola. È spontaneo e coinvolge le labbra e gli occhi, trasmette sincerità.
  7. Il sorriso a bocca aperta: Bocca aperta e occhi radiosi. È il tipo di sorriso preferito nei selfie e nelle fotografie… se spontaneo è la vera chiave di volta… se posato… dio mio, a volte, è proprio… inutile.

Il solo e vero consiglio ? sorridiamo… e facciamo che tutto parta da dentro perchè è dall’anima che nasce la positività, la voglia di viverla, l’esigenza di trasmetterla.

Il sorriso può essere solo vero… è la sola cosa che non può e che non deve essere artefatta, circostanziata, stereotipata nè forzata… Il sorriso è la sola e vera fotografia dell’anima… il solo vero ed unico selfie che valga la pena di scattare !.

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